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Quali le sfide? «Eradicare la polio entro 5 anni, dimezzare i casi di malaria entro il 2015 e azzerarli entro il 2050, sconfiggere l’Aids in 20 anni. Purtroppo per la tubercolosi multiresistente occorreranno decenni». Come mai? «Perché almeno due miliardi degli abitanti del pianeta ne sono infettati ma in modo latente. Ed è diventata resistente agli antibiotici disponibili. Con il progetto Aeras sono allo studio nuovi medicinali e cinque vaccini in fase due di sperimentazione ». E la polio? «Abbiamo stanziato 650 milioni di dollari (oltre 250 dalla fondazione Gates) con Rotary, Oms, Germania e Gran Bretagna. I Paesi dove c’è ancora sono Nigeria, India, Pakistan e Afghanistan. Mille e 800 nuovi casi all’anno. Si può eradicare in 5 anni». Più difficile la malaria? «Certo. Un milione i bambini che ne muoiono ogni anno. Grazie a insetticidi e zanzariere siamo riusciti a ridurre la mortalità del 50% in 12 Paesi africani. Il vaccino della Glaxo protegge al 60%. Il progetto prevede nuovi vaccini. Uno rivoluzionario: trasformare le zanzare in vaccino. Creando insetti con l’antigene della malaria che, quando pungono, trasmettono malattia e antidoto ». Prevenzione massiccia per ora contro l’Aids, in attesa di un vaccino efficace: «Gel protettivi e preservativi sono la priorità nei Paesi in via di sviluppo per fermare l’Hiv». Tachi Yamada snocciola i numeri dei successi della sfida contro i mali dei «poveri»: 20 milioni i bambini al di sotto dei 5 anni che morivano nel 1960, la metà nel 2005, 9 nel 2008. E’ solo l’inizio. E la Bill&Melinda Gates Foundation finanzia anche le idee: 100 mila dollari di premio alle migliori. Due ogni anno. Finora un 10% dei vincitori sono scienziati di Paesi in via di sviluppo.
Fonte: corriere.it
